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Animali da salvare, nel Vibonese recuperati esemplari di diverse specie.

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Solo nell’ultima settimana il responsabile scientifico del Wwf Vibo, Pino Paolillo, è intervenuto per portare in salvo un airone guardabuoi, un gheppio, una tortora dal collare e un ghiro.

L’estate da poco trascorsa ha riproposto, come del resto ogni anno, l’emergenza legata al recupero di animali selvatici, in prevalenza nidiacei o giovani uccelli al primo involo feriti o in difficoltà, un’emergenza che ha visto ancora una volta l’impegno costante e gravoso dei volontari delle Organizzazioni aggregate del Wwf in tutta la Calabria. Numerosissimi a riguardo gli interventi nella nostra provincia, con un elenco di uccelli, salvati da morte sicura, che a volte non si riusciva neppure ad aggiornare e che ha compreso specie diverse, dai comuni balestrucci, rondini, rondoni, gabbiani reali, fino ai rapaci notturni come gufi, allocchi, civette e barbagianni, rapaci diurni come poiane e gheppi, fino a più rari rigogoli e coloratissimi gruccioni. Per non parlare di testuggini e tartarughe di palude sempre più minacciate dalla scomparsa degli habitat e dai prelievi illegali in natura. Ma la fine della bella stagione non ha di certo risparmiato gli attivisti del Panda, se si considera che già all’indomani dell’apertura generale della caccia, un Falco di Palude è stato rinvenuto con un’ala rotta, mentre non ce l’ha fatta un povero gheppio piombato in un giardino privato della frazione Brattirò di Drapia dopo una fucilata sparata da un ignoto bracconiere. Nell’ultima settimana il responsabile scientifico del Wwf vibonese, Pino Paolillo, è dovuto intervenire per recuperare un “Airone guardabuoi” (una specie di piccolo airone di origine africana che, a  partire da alcuni nuclei franco-spagnoli, ha colonizzato anche l’Italia e che da qualche anno si osserva  anche nelle nostre campagne e nelle zone umide), rinvenuto  a Dinami con un’ala spezzata, probabilmente a causa di una collisione con auto, e , contemporaneamente, per prendere in consegna una piccola Tortora dal Collare recuperata dai Carabinieri Forestali del Comando di Vibo nella frazione Marina del capoluogo. Infine, proprio ieri, un altro recupero ha interessato un Gheppio anch’esso con un’ala fratturata rinvenuto nelle campagne di Pizzo, e un ghiro, sottratto alle grinfie di un gatto nella zona che sovrasta l’Hotel 501 all’ingresso di Vibo. Gli uccelli sono stati trasferiti nei centri di recupero di Cosenza e Catanzaro grazie alla disponibilità del rappresentante regionale della Lipu, Giorgio Berardi e del Delegato Regionale Wwf, Angelo Calzone. Il Wwf ringrazia tutti quei privati cittadini la cui sensibilità nei confronti degli animali ha reso possibile in molti casi la loro sopravvivenza.

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